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L'era Andreoni

Gli anni bui del dopoguerra, ritardarono la ripresa delle attività bandistiche campigliesi, fino a quando Michele Andreoni, ormai ultracinquantenne, già affermato maestro e direttore di Banda, formatosi con il precedente Gruppo Bandistico “Teodulo Mabellini”, ricostituì nell’anno 1923 un nuovo gruppo bandistico, con oltre ottanta elementi, tra cui alcune violiniste. Nel nuovo gruppo, vi trovarono posto elementi di ogni estrazione sociale, appassionati cultori di una disciplina musicale, che ormai stava espandendo le sue radici. Uno Statuto completamente riscritto, che segnerà tutto il cammino novecentesco, fu approvato il 25 agosto dello stesso anno da un Comitato d’Onore e da un Comitato Provvisorio, composti di personaggi molto noti in Campiglia, e fu registrato ufficialmente dopo quasi sessant’anni, il 22 novembre 1982 presso uno studio notarile in Venturina.  I soci effettivi, tra i quali molti firmatari dello Statuto precedente firmarono con loro. Nacque così il “Corpo Musicale Gioacchino Rossini”, titolo che ancora oggi il Gruppo Bandistico ha l’onore di rappresentare. Decifrare le firme del Comitato d’Onore e Provvisorio è quasi impossibile, solo alcune sono leggibili, tra le quali spicca il nome di B.Lippi, Pelamatti Pietro ed altri, per il Comitato d’Onore; Finucci Domenico, Marzucchi Mario e Pietro, Finucci Giuseppe, Beppe Panfilio, Bongini Luigi per quello Provvisorio. Tra i soci effettivi: Giani Giovanni, Tamberi Cesare, Agostino Petrocchi, Giani Francesco, Paponi Delfo di Luigi, Tomei Oreste, Galgani Vincenzo, Giannarelli Francesco, Meucci Lorenzo, Montagnani Faustino, Tatoni Angiolo, Marzucchi Bruno, Bartolommei Giulio, Ghizzani Domenico, Biagini Orlando, Biagi Garibaldo, Marconcini Antonio, Tognarelli Roberto, GB Iacobi, Baronti, Gestri Vittore. L’esordio, avvenne il 18 maggio 1924 in Piazza Vittorio Emanuele, giorno del Santo Patrono di Campiglia, e successivamente il 12 ottobre 1924, che con uno scelto programma di pezzi composti dallo stesso maestro, alla presenza di un popolo esultante e con legittimo orgoglio, ammirava la tenacia del Concittadino Andreoni, che con difficoltà, soprattutto finanziarie, e con pochi, troppo pochi volenterosi, riusciva a riorganizzare la Banda Cittadina, con mirabile pazienza, quasi compiendo miracoli. Questi gli elogi che i giornali “La Raffica” del 1° giugno 1924, e “Il Giornale del Tirreno” di sabato 18 ottobre 1924, riportavano nella cronaca.    
L’anno 1926 a Livorno l’Associazione Nazionale Fanti Mare, indice un concorso bandistico, il Corpo Musicale Gioacchino Rossini partecipa e ottiene un secondo premio. Nel mese di settembre dell’anno successivo, assieme ad altre 32 bande venute da tutta la Toscana, rende omaggio al maestro Pietro Mascagni e partecipa al secondo “Concorso Bandistico Città di Piombino”, che avverrà all’interno del Campo Sportivo G. Salvestrini, e anche luogo di raduno delle bande. Nello stesso giorno, i gruppi sfilando per le vie cittadine, confluiscono in Piazza Bovio per rendere omaggio al monumento dei Caduti del Mare. La stessa sera, il Maestro Pietro Mascagni si esibisce per un gran Concerto all’interno dell’Accademia dei Ravvivati, (oggi Cinema Teatro Metropolitan). Michele Andreoni, nacque nell’anno 1870 a Campiglia Marittima.  Dopo aver portato la banda ad alti livelli musicali, morì nell’anno 1943. A causa di ciò e della seconda guerra mondiale che ormai stava imperversando, ogni attività andò lentamente diradandosi e poi sospesa.
Al termine del secondo conflitto mondiale, la banda fu ricostituita sotto la guida di Aroldo Poli, un valente e appassionato musicista del periodo andreoniano, la foto di pagina trentaquattro, datata 1948 è la testimonianza di una delle prime apparizioni in pubblico, e nella quale, possiamo osservare per la prima volta l’introduzione dei saxofoni. Successivamente, furono anni difficili, e negli anni ’50, in un periodo di incomprensioni all’interno del gruppo, avvenne un tentativo di costituzione di banda rivale; alcuni musicanti si schierarono a fianco del nuovo, altri rimasero fedeli al Corpo Musicale Gioacchino Rossini. In poco tempo, il disorientamento fu tale, che le due opposte fazioni, si trovarono ben presto per mancanza di risorse finanziare, e anche per un numero ridotto di musicanti per parte, a rifare un passo indietro. Il gruppo più anziano e numeroso riuscì a riunire tutti i musicanti che si erano schierati con il nuovo, continuando così la già lunga tradizione andreoniana; ma un alternarsi di alti e bassi, dominò per oltre un decennio le attività bandistiche, il gruppo partecipava solamente alle rare iniziative di paese. Alla fine degli anni ’50, e con i primi anni ’60, stavano per aprirsi nuovi orizzonti: iniziava l’era Ghizzani.

 
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